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MILANO

Azzi: «I due gruppi sono una ferita aperta...» «Dobbiamo metterci in discussione. Ci sono giovani che vogliono impegnarsi e credono nei nostri valori: dobbiamo valorizzali»

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La Federazione lombarda delle banche di Credito cooperativo vuole puntare sui giovani.

A tracciare la strada è Alessandro Azzi, 68 anni, noto avvocato di Montichiari, considerato un po' il padre nobile delle Bcc. Il suo curriculum parla per lui: è stato presidente della Bcc del Garda dal 1985 fino a pochi giorni fa, ha guidato Federcasse dal 1991 al 2016, è stato presidente di Iccrea Holding dal 1995 al 2003, ha fatto parte del Comitato esecutivo dell'Abi dal 1992 al 2016 e è stato vice presidente della stessa associazione dal 2008 al 2010 mentre oggi è presidente della Federazione Lombarda delle Banche di Credito Cooperativo. E ricopre numerosi incarichi anche nella sua comunità bresciana ma non solo: è presidente dell'Ente Bresciano per l'Istruzione Superiore e membro del CdA dell'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano e della Fondazione Policlinico Gemelli a Roma. L'avvocato bresciano ha fortemente voluto il passaggio delle consegne della sua Bcc del Garda che guidava ininterrottamente dal 1985 a Franco Tamburini. Azzi resta nel mondo del Credito cooperativo e in particolare continuerà a guidare la Federazione lombarda, ma con il dichiarato obiettivo di valorizzare i giovani.

«L'età media delle persone che frequentano le nostre assemblee è piuttosto elevata - esordisce Azzi - Dobbiamo metterci in discussione. Due anni fa ho lasciato Federcasse e ora ho contribuito alla nomina di Giuseppe Maino in Iccrea. Pochi giorni fa, dopo  34 anni anni, ho lasciato il timone della Bcc del Garda proprio per valorizzare i giovani. L'ho fatto spontaneamente, un po' come quei genitori che decidono di fare un passo di lato affinché il figlio prenda in mano l'azienda».

La strada è tracciata e lei ha dato l'esempio.

«Sono certo di aver fatto bene: ci sono giovani che guardano con attenzione ai valori del credito cooperativo, che vogliono impegnarsi e noi abbiamo il dovere di individuarli e valorizzarli. Questo deve avvenire anche nella Federazione lombarda e in Iccrea Banca, la capogruppo che oggi governa 140 Bcc e rappresenta il terzo gruppo bancario nazionale. Ecco come presidente della Federazione lombarda mi impegnerò soprattutto sul fronte del rinnovamento, farò un po' il "provocatore" affinché questo tema sia sempre all'ordine del giorno. Se voglio bene all'istituzione nella quale lavoro la miglior soddisfazione è proprio quella di vedere che le cose non finiscono con me ma vengono portate avanti da persone nuove, giovani, appassionate, entusiaste, innovative...».

Farlo in un momento così delicato e in coincidenza con il varo della capogruppo Iccrea Banca non è un rischio?

«No. Meglio farlo quando le cose vanno spedite. Il cambiamento poi possono governarlo meglio le persone più giovani».

Come cambia adesso il ruolo della Federazione lombarda con il varo dei Gruppi Bancari?

«La Lombardia esprime l'eccellenza del credito cooperativo in Italia e dell'industria bancaria nazionale. Abbiamo 39 Bcc, tra le quali alcune molto significative, ma anche tante piccole e piccolissime realtà  che assolvono bene il loro compito. Il ruolo della Federazione lombarda si deve rimodulare perché una serie di attività e funzioni tradizionalmente svolte da noi sono state trasferite alle capogruppo».

Quindi ci sarà un ridimensionamento?

«Assolutamente no. La Federazione lombarda continuerà a svolgere funzioni importanti come la revisione cooperativa delle Bcc e potrà concentrarsi su fronti nuovi come l'incremento della base sociale e la valorizzazioni dei giovani. Quest'ultimo tema, come dicevo prima, mi sta molto a cuore: abbiamo bisogno di risorse nuove, di giovani a tutti i livelli, dalla base sociale al gruppo dirigente che governa le varie Bcc. La Federazione sarà uno stimolo attento affinché le capogruppo  non smarriscano la loro storia, la loro filosofia, la loro originalità, cioè quei valori che caratterizzano il credito cooperativo che hanno fatto di noi una banca differente. Infine la Federazione lombarda vuole restare la casa comune di tutte le Bcc, indipendentemente dalla loro adesione a Iccrea Banca o a Cassa Centrale Banca».

Non sarà facile...

«Per quanto  mi riguarda, l'aver assistito alla creazione di due gruppi è una ferita ancora aperta. La Federazione lombarda ne ha preso atto e cerca di mantenersi super partes; tra l'altro l'ipotesi della casa comune è stata avanzata proprio dalle stesse Bcc e io voglio raccogliere questa sfida perché abbiamo interessi comuni da difendere. Poi da cosa potrà nascere cosa...».

Sta dicendo che Iccrea Banca e Cassa Centrale Banca possono aggregarsi?

«Adesso è prematuro parlarne, ma se in Lombardia resteremo uniti, se continueremo a sviluppare percorsi insieme, forse, domani, sarà più facile ».

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Autore:gcf

Pubblicato il: 01 Luglio 2019

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