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MILANO

L’Automotive continua a soffrire «Il Governo deve intervenire sul regime fiscale ed estendere agli Euro6 gli incentivi degli elettrici»

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L’automotive vale l’11% del Pil italiano ma la politica sembra completamente disinteressata a difendere questa filiera così strategica. Plinio Vanini, presidente di Autotorino, il principale dealer italiano con 52 sedi distribuite in 20 province e 5 regioni nelle quali lavorano 1.650 collaboratori, è molto preoccupato.

Anche perché l’analisi annuale Automotive Dealer Report, alla luce del Covid-19, ha calcolato l’impatto di due scenari: un calo del 30% e uno del 40%; nella prima ipotesi potrebbe chiudere un 20/30% dei concessionari, nella seconda si arriverebbe al 30/40% dei circa 1.400 dealer italiani che operano attraverso 2.500 punti vendita. Una crisi che potrebbe costare il posto di lavoro a 40.000 degli attuali 120.000 dipendenti delle concessionarie.

Come se ne esce da questa situazione?

«Il Governo ha due strade. La prima è quella strutturale del regime fiscale, adottando il sistema tedesco e francese, cioè quello di permettere alle aziende che comprano automobili di portare in detrazione il bene; sarebbe un’operazione a costo zero per lo Stato, ma sta incontrando un pregiudizio ideologico. La seconda è quella di estendere gli incentivi delle auto elettriche anche alle Euro 6. Gli incentivi elettrici vanno bene, ma la maggior parte degli italiani non possono permettersi queste auto e poi il comparto - comprese le ibride e le Plug-in - rappresenta solo il 15% del mercato».

Però le auto a benzina e diesel inquinano…

«L’80% dell’inquinamento delle auto arriva dai veicoli fino all’Euro 4 e la cosa migliore è rinnovare questo parco auto. Gli automobilisti che hanno un mezzo di questo genere se non lo hanno ancora cambiato e perché non possono permetterselo, ma potrebbero farlo proprio grazie agli incentivi. Solo così possiamo svuotare i piazzali e far ripartire una filiera strategica come la nostra».

Dalla lenta riapertura del 4 maggio come stanno andando le cose?

«I dati dicono che il Covid-19 ha colpito duramente l’automotive in Lombardia. L’immatricolato di maggio ha segnato un -42,55% rispetto all’anno scorso ed è negativa anche la variazione gennaio-maggio con un calo del 51,62% rispetto l’analogo periodo del 2019 (72.818 contro 150.525 auto vendute)».

La tendenza negativa in regione e a livello nazionale è confermata anche nelle sedi Autotorino?

«Si, la caduta degli ordini varia tra il 40 e il 50% È evidente che possiamo farcela con le sole nostre forze, se non a un prezzo altissimo. Senza i provvedimenti del Governo che dicevo prima c’è il forte rischio di uno stallo ancora più accentuato».

All’interno delle province lombarde la situazione è identica?

«Ci sono differenze. Nella provincia di Mantova nel mese di maggio sono state targate il 51,55% in meno di auto, seguita da Bergamo che ha registrato un - 48,30% e da Cremona con un calo del 46,08% Minori ma pur sempre rilevanti gli impatti sulle immatricolazioni nelle province di Lodi (-44,57%), Brescia (-43,24%), Milano (-41,58%), Monza e Brianza (-41,56%), Sondrio (-40,89%) e Lecco (-40,40%). Hanno maggiormente contenuto il tracollo infine le province di Varese (-39,84%), Pavia (-39,66%) e Como (-39,39%)».

Il mese di giugno, invece, coma sta andando?

«I dati di cui dispongo sono riferiti alla prima parte e mostrano segni di miglioramento, con un calo contenuto del 14,24% rispetto l’anno scorso. I clienti hanno manifestato un crescente accesso alla concessionaria del Gruppo Autotorino e ai loro servizi di contatto: un segno incoraggiante, a maggior ragione se letto in chiave di una più generale propensione al consumo. Il Gruppo Autotorino ha così scelto di andare incontro alle esigenze dei consumatori dando vita a un nuovo tipo di concessionaria, sempre più digitale e interconnessa grazie ai nuovi pacchetti targati Autotorino Più che si compone di cinque aree: Più Sicuro, Più Vicino, Più Servizi, Più Leggero, Più Sereno».

Cosa ha fatto Autotorino nel periodo di lockdown?

«Abbiamo messo in campo tutte le nostre risorse per progettare una strategia che ponesse al centro la sicurezza dei nostri clienti e dei collaboratori. Allo stesso tempo abbiamo evoluto i servizi e dato maggiore impulso a un nuovo tipo di concessionaria che continuerà a rimanere un punto di riferimento fisico, diventando al tempo stesso più digitale e interconnessa. Il tutto per creare un rapporto con il cliente sempre più diretto, immediato e vicino. Quindi abbiamo ideato speciali formule di acquisto che tutelano i clienti in un momento non facile come quello attuale, che si sono concretizzate nei pacchetti targati Autotorino Più».

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Autore:gcf

Pubblicato il: 29 Giugno 2020

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