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MILANO

Mattinzoli: «Al fianco delle start up e dell’ambiente» Le sfide del riuso: creato un abito innovativo realizzato con polvere di pietra e marmo. Le frontiere della sostenibilità

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Regione Lombardia si mette al fianco delle start up. L'assessore allo Sviluppo economico, Alessandro Mattinzoli, segue da vicino gli sviluppi delle ultime misure messe in campo per sostenere le nuove realtà imprenditoriali lombarde – micro, piccole e medie imprese (Mpmi) - e i liberi professionisti. Realtà che manifestano nuove esigenze e sfide. Una di queste è quella dell'economia circolare.

«Abbiamo dato vita a un tavolo sull'economia circolare con lo scopo di appoggiare, a sua volta, un bando in collaborazione con la Camera di Commercio. Crediamo che la tutela dell'ambiente sia, oltre che un nuovo modo di fare economia, una vera e propria necessità per garantire il futuro».

Ammontano a 106 le domande per il bando che si trova ancora a uno stato di definizione delle progettualità. Questi numeri fanno ben sperare. «50 domande sono state accolte, altre 50 sono purtroppo in coda - spiega l'assessore regionale -. Anche queste ultime, tuttavia, sono la dimostrazione di un grande interesse nel voler cambiare il paradigma economia-ambiente».

Un'altra misura che si è rivolta alle start up prende il nome di Arche", uno strumento per cui il Pirellone ha messo sul piatto 16 milioni di euro in aiuto alle imprese appena nate oppure entro i primi 4 anni di vita.

«Un bando che ci ha permesso di favorire l’impresa e il fare impresa attraverso il sostegno sia nelle fasi di avvio che in quelle di consolidamento, in modo da poter aumentare le possibilità di sopravvivenza nel breve, ma soprattutto nel medio termine». Economia circolare, nuove realtà, ma anche innovazione nella disamina del titolare allo sviluppo economico.

Ecco spuntare, dunque, il bando Faber, che ha iniettato 35 milioni euro nel sistema artigiano.

«Abbiamo voluto incoraggiare verso l'innovazione e la digitalizzazione i nostri artigiani, coloro che per tradizione sono più conservativi e legati al proprio know-how. E il risultato è stato veramente sorprendente, in quanto si è compresa l'importanza di acquisire nuovi strumenti e nuove competenze».

I progetti, una volta nati, hanno bisogno anche di essere verificati.

Per questo Mattinzoli ha toccato con mano il prodotto finito di imprese che hanno tratto beneficio proprio dai bandi regionali. «Per quanto attiene il tema del riuso, Polihub mi ha fatto provare un abito assolutamente gradevole da indossare. Quando mi hanno detto di quale materiale fosse composto - ovvero polvere di pietra e marmo - ho fatto fatica a crederci». Da qui una riflessione: «Se per smaltire i nostri rifiuti ci rivolgiamo a Paesi che ne fanno utili, allora è arrivato il momento di lavorare per cambiare mentalità: le nostre start up lavoreranno sui fattori secondari del rifiuto. A volte bisogna sapersi mettere in discussione, ascoltando le rappresentanze, girando il territorio e osservando le trasformazioni sociali. Tenere conto di più aspetti ti mette davvero a confronto con il mondo reale».

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Autore:fmh

Pubblicato il: 25 Novembre 2019

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