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MILANO

«Ne usciremo e saremo più uniti» Guerra: «Dalla politica nazionale mi aspetto qualche segnale forte e chiaro»

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Mauro Guerra, 62 anni, ex parlamentare, sindaco della Tremezzina, presidente di Anci Lombardia

«Usciremo da questa grave emergenza sanitaria con tante ferite, con tanto dolore, ma, spero, con un rafforzato senso di comunità e di condivisione del bene comune. Poi, certo, ci sarà da fare un grande lavoro di ricostruzione. Ma ce la faremo».

Mauro Guerra, 62 anni, ex parlamentare, sindaco della Tremezzina, presidente di Anci Lombardia, sta vivendo in prima persona day by day questa drammatica fase partecipando anche alla task force che Regione Lombardia ha istituto per combattere il Coronavirus.

Come stanno affrontando i sindaci questa difficilissima situazione?

«Stanno mettendo in campo anima, cuore, testa e tantissimo impegno - esordisce - La Lombardia tra l’altro sta pagando un prezzo elevatissimo, anche in termini di vittime: contiamo due morti e molti contagiati tra i sindaci. Nonostante ciò tutti gli amministratori locali stanno facendo la loro parte sebbene dispongano di strutture e risorse limitate: molti dipendenti comunali lavorano in Smart working, altri stanno usufruendo delle ferie, altri ancora sono in “quarantena” perché il Covid-19 colpisce anche loro».

Cosa sta facendo in particolare Anci Lombardia per gli oltre 1.500 Comuni?

«Facciamo parte del coordinamento istituito da Regione Lombardia, partecipiamo ai tavoli tecnici aperti. Coordiniamo riunioni pressoché giornaliere con Presidente e Assessori regionali e i sindaci dei capoluoghi di Provincia per condividere aggiornamenti e valutare iniziative e misure da prendere. Presenziamo agli incontri con il Governo; conseguentemente garantiamo una comunicazione corretta agli Enti locali, ci facciamo portavoce delle esigenze dei Comuni ai livelli regionali e nazionali. In queste prime settimane abbiamo prodotto e trasmesso oltre 50 circolari interpretative dei provvedimenti adottati da Governo e Regione; abbiamo raccolto quesiti sulle materie regionali e nazionali più disparate, condividendo suggerimenti e proposte. Stiamo sostenendo i sindaci per l’attivazione ed il funzionamento dei Centri operativi comunali. Da giovedì scorso stiamo raccogliendo, per conto della regione, il fabbisogno degli ausili sanitari: mascherine, guanti... per avere un quadro più preciso delle esigenze. E tantissime altre cose».

Nonostante ciò l’attività amministrativa e politica degli Enti locali prosegue.

«Stiamo fornendo indicazione su come organizzare il telelavoro, riunire le Giunte e i Consigli comunali in remoto. Abbiamo concordato con l’Ansa la possibilità per i Comuni di accedere direttamente alle notizie. Dialoghiamo con organizzazioni imprenditoriali e sindacali per garantire le produzioni e le attività strategiche nelle condizioni di massima sicurezza per i lavoratori. Stiamo producendo il maggior sforzo possibile per fare in modo che il Comune resti un punto di riferimento per la comunità».

Le nostre comunità stanno cambiando? In questa emergenza stiamo un po’ riscoprendo i valori della condivisione, della solidarietà, dell’unità...

«Questa esperienza segnerà il nostro modo di vivere non solo dal punto di vista economico ma anche sociale. Guardiamo agli altri in modo diverso rispetto al passato. La salute è tornata ad essere una priorità, un bene comune indispensabile. Stiamo apprezzando il sistema sanitario pubblico, fatto di tanti ospedali ma anche di tanti presidi sanitari locali, di servizi assistenziali e sociali. Sono fattori per i quali vale la pena pagare le tasse. C’è più solidarietà, maggior rispetto per le regole. Impareremo tante cose da questo dramma».

Anche la politica? Oggi si assiste a un confronto più pacato, l’altro è considerato più un avversario che un nemico...

«Vorrei vedere qualche segnale ancora più forte e chiaro. Trovo molta responsabilità tra gli amministratori locali, un po’ meno a livello nazionale nelle relazioni tra forze politiche... Però si, c’è indubbiamente maggiore attenzione al destino comune del Paese e meno allo sguardo quotidiano ai sondaggi per misurare l’ultima battuta fatta sui social. Anche se e’ ancora diffuso questo vizio che impedisce troppo spesso alla nostra politica di avere il respiro lungo e il coraggio che dovrebbe avere».

Quando e come ne usciremo da questa emergenza?

«Quando non lo so. So che dobbiamo attrezzarci perché non durerà pochi giorni e neppure poche settimane. Dobbiamo organizzarci e prepararci a ricostruire il Paese dal punto di vista economico e sociale. Sara’ un’impresa epocale. Ma sono ottimista: ce la faremo, ci riprenderemo e forse avremo anche un Paese più coeso, più solidale, una comunità più forte, se avremo l’umiltà e la saggezza di imparare e non dimenticare le tante lezioni di questi giorni drammatici».

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Autore:gcf

Pubblicato il: 23 Marzo 2020

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