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MILANO

«Rispettate tutte le misure restrittive» Intervista al vice presidente Sala

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E’ un amministratore sempre ottimista, positivo, solare, ma questa volta il vice presidente di Regione Lombardia, Fabrizio Sala, è comprensibilmente preoccupato. Non per i nuovi e restrittivi provvedimenti adottati dal Governo, ma perché i cittadini non sembrano tutti convinti della gravita della situazione.

In Lombardia è scattato il “coprifuoco”. Perché?

«Non c’è nessun coprifuoco, solo restrizioni per spostamenti ingiustificati. Le aziende possono continuare a lavorare, sfruttando il più possibile lo strumento dello Smart Working, e le merci a girare. Mi sento però di fare un appello ai nostri cittadini: rimanete a casa il più possibile, evitate contatti sociali e mantenete un metro di distanza con le altre persone. È fondamentale ridurre il contagio e con l’impegno di tutti possiamo fermare questo virus».

Nel decreto governativo prima si parlava di divieto assoluto di mobilità in Lombardia e tra le diverse province lombarde, “salvo indifferibili esigenze lavorative”, poi modificate in “comprovate esigenze lavorative”. Dal Governo c’è poca chiarezza, molta confusione...

«Non voglio fare polemiche. Questo è il momento della responsabilità, di stare uniti, di lavorare tutti insieme per combattere il Coronavirus: non sarà una battaglia semplice e neppure di poche settimane».

Quanto durerà questo periodo di emergenza?

«Non lo so. Potremo avere un’idea più precisa solo alla fine di questa settimana, quando potremo valutare meglio l’effetto di questi nuovi provvedimenti».

L’attività di bar e ristorazione è stata limitata dalle 6 alle 18, nonostante l’obbligo ai gestori di far rispettare le modalità contingentate e le distanze. Perché?

«Il Governo, in questo momento, ha deciso di garantire queste attività solo al servizio dei lavoratori e non come momenti ludici, di aggregazione, di ritrovo. Troppi non hanno rispettato le indicazioni e quindi è stato deciso di aumentare le misure restrittive».

Mercoledì 4 marzo, lei ha partecipato al tavolo di confronto con il Governo per rilanciare l’economia. E subito dopo il premier Conte e il ministro Gualtieri hanno annunciato misure per 7,5 miliardi. Soddisfatto?

«Il decreto del Governo verrà pubblicato solo mercoledì 11 marzo. Nell’attesa noi già nella giornata di lunedì 9 marzo convocheremo nuovamente il Patto per lo Sviluppo con tutti i rappresentanti delle associazioni di categoria per un confronto puntuale sull’emergenza economica».

Quali sono state le vostre richieste?

«Un immediato ristoro per i lavoratori in cassa, compresi quelli che usufruiranno della cassa integrazione in deroga; o ancora prevedere un innesto di liquidità per le imprese, per lavoratori autonomi e Partita Iva. Nei prossimi giorni definiremo esattamente le priorità, i settori più colpiti e le modalità. Vi saranno poi agevolazioni per cambiare il nostro modo di lavorare e studiare: smart working, teleconferenze, e-learnig... Una parte di rilievo infine riguarderà gli investimenti».

Lei aveva annunciato la possibilità di chiedere all’Europa di usufruire dei fondi di solidarietà per calamità. Questa è una strada percorribile?

«Sì. In questo momento il fondo di solidarietà europeo esclude calamità sanitarie, ma stiamo lavorando affinché si possa modificare il regolamento».

Un consiglio? Un appello?

«Rispettate scrupolosamente le misure: sono indispensabili per evitare il collasso della sanità lombarda. La “guerra” possiamo vincerla tutti insieme e non dimenticate che i nostri “soldati”, i nostri eroi, sono gli operatori sanitari, che, nonostante i rischi, stanno svolgendo un lavoro straordinario. Fate sentire loro tutto il nostro calore».

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Autore:gcf

Pubblicato il: 09 Marzo 2020

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