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PAVIA

Rissa in strada: accuse di razzismo Ci sarebbero delle immagini utili a chiarire l’accaduto; da verificare la causa che ha portato allo scontro

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Una violenta rissa in strada, dopo che dalle provocazioni all’interno di un locale si era passati agli insulti e quindi alle vie di fatto, rischia di sfociare nell’ennesima accusa di razzismo e squadrismo. Tutto nasce dal post su Facebook postato da un giovane immigrato, S.B., che in maniera anche spiritosa ha portato a conoscenza dell’intera comunità quanto accaduto: «Chiedo umilmente scusa a uno dei venti militanti di CasaPound/Forza Nuova a cui poche ore fa ho strappato il cappuccio mentre gonfiavano me e altri 5 miei amici in centro a Pavia e sotto le telecamere dopo una serata in discoteca. Se fossi interessato a riprendertelo scrivimi in privato». Dopo questa uscita, è scattata l’indagine della Digos che ha contattato il nordafricano per conoscere i dettagli dell’accaduto. Sei giovani stranieri si trovavano in un locale notturno (forse una discoteca ma non trapela il nome preciso) quando hanno avuto da ridire con un gruppo di italiani. Questi ultimi vengono descritti come «rasati a zero» e quindi, automaticamente, skinheads e/o fascisti-squadristi. I motivi del litigio non si sanno, né si capisce chi abbia alzato le mani per primo. Ai più (soprattutto organi di informazione cosiddetta indipendente) basta bollare l’accaduto come «raid squadrista» per andare sul sicuro. A mettere fine al pestaggio, l’iniziativa dello stesso S.B. che avrebbe urlato: «Arriva la polizia». Sull’accaduto indaga la Questura, che vaglia anche le immagini di alcune telecamere. Ovviamente, qualora fosse confermato il movente esclusivamente razziale, la condanna sarebbe d’obbligo.

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Autore:bgf

Pubblicato il: 09 Febbraio 2018

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