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Retail summit: più tecnologia per abbracciare l'omnicanalità Al Regina Palace di Stresa una due giorni dedicata al mondo del commercio e allo sviluppo della rete distributiva

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Gli Stati generali del retail al Regina Palace di Stresa.

Partendo dall'assunto che persone ed intelligenza possano fare la differenza, la quarta edizione del summit rivolto a top manager e imprenditori del settore, "Retail Summit", è servita ad accendere i riflettori sull'osservatorio Confimprese, che fotografa il secondo semestre del 2019 e racconta di un ambito proiettato allo sviluppo della rete distributiva, con un rialzo del 10% rispetto al 2018, seppur in un terreno di incertezza normativa. Un secondo semestre in territorio positivo, con 675 aperture e 6750 posti di lavoro.

Quanto alla Lombardia, la nostra Regione fa registrare 91 aperture, di cui 66 solo nel food: ristorazione e street food sono infatti la cifra iconica che caratterizza soprattutto Milano, anche grazie al +10% di incoming turistici dello scorso anno.

«In questo punto dell'anno, con lo stallo politico ancora in atto, che ha per il momento congelato il ddl sulle chiusure festive dei negozi, i retailer hanno ripreso a puntare sullo sviluppo della rete distributiva», ha dichiarato il presidente di Confimprese, Mario Resca, quando ha descritto il panorama politico attuale in relazione al mondo del retail.

A detta di Donato Iacovone, Ad di Ey per l'Italia, invece, «il 33% del retailer mira a incrementare l'uso della tecnologia, automazione e intelligenza artificiale come priorità per la loro strategie di assunzione». Dall’indagine condotta proprio da EY e Confimprese è emerso che il grado di conoscenza delle tematiche digital è ritenuto generalmente medio, anche se il 74% delle aziende non ha ancora avviato iniziative per migliorare le competenze digitali, meno del 20% invece ha attuato un piano di digital transformation per creare ambienti lavorativi digitali e solo il 25% ha attivato corsi di formazione specifici.

Vuoti nelle nuove discipline digitali. Che Iacovone ha rimproverato così: «Il tema del ritardo del sistema di educazione e formazione è essenziale, ma in troppi casi se ne fa molta e il risultato è che ci sono pochi formati. Così i soldi vanno in tasca a chi fa formazione e si trascura il vero dato: il posto di lavoro». A Stresa erano presenti anche figure espressione di importanti realtà. Stiamo parlando, ad esempio, di Gianmario Verona, rettore dell'Università Bocconi, che ha ammesso «c'è una conoscenza che diventa sempre più specialistica, ora si spacca il dettaglio nella preparazione», dettando la linea: «oggi abbiamo bisogno di interagire con le macchine digitali e bisogna credere nell'open innovation quale acceleratore di partnership per prodotti vincenti».

Protagonisti di un panel sono stati nel pieno della mattinata Aureliano Cicala, direttore generale di Msc Crociere, Andrea Cipolloni, Ceo di Autogrill Europa e Romano Mion, amministratore delegato di Eurospin Italia.

Dal pensiero di Cipolloni, secondo cui «il consumatore ora ha logiche di consumo diverse che variano a seconda di dove si trova», alla constatazione di Cicala, che ha proposto un distinguo in quanto «se è vero che il mondo sta andando verso acquisti sulle piattaforme digitali, è anche vero che il 92% delle nostre vendite avviene ancora in agenzia», fino ad arrivare al lancio di un campanello d'allarme da parte di Mion: «la formazione è sì leva strategica, ma ha senso se finalizzata alla concretezza dei numeri».

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Autore:fmh

Pubblicato il: 17 Giugno 2019

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