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Matteo Salvini scrive al nostro giornale «Sicurezza e immigrazione: passati dalle parole ai fatti» La lettera Il vicepremier e ministro dell’Interno ci spiega il suo Decreto e gli altri impegni su flat tax, legittima difesa e autonomia

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Egregio direttore, scrivo al Suo gruppo editoriale – così fortemente radicato nelle province e nei comuni – perché sono orgoglioso di rivendicare i risultati del mio Decreto su sicurezza e immigrazione, recentemente convertito in legge.

Sembrava impossibile. Ma ci siamo riusciti in pochissimi mesi.

Tante le novità.

Ho istituito un nuovo fondo sulla sicurezza urbana: servirà a finanziare tutte quelle iniziative – da Spiagge sicure a Scuole sicure - che quest’anno ho sperimentato con le poche risorse a disposizione. Per il 2019 ragioniamo su uno stanziamento da 30 milioni di euro. Significa, per esempio, che Milano riceverà 4,4 milioni e Torino 3. Non sono misure solo per i grandi centri: molte altre città beneficeranno dei finanziamenti.

A questo si aggiunge un altro stanziamento da 90 milioni di euro, per potenziare la videosorveglianza: una scelta che serve a migliorare la sicurezza su tutto il territorio nazionale.

Il fondo sulla sicurezza urbana consentirà assunzioni nelle Polizie locali, l’acquisto di apparecchiature e il potenziamento delle sale operative, la riqualificazione delle zone degradate (penso ai quartieri dimenticati o alle piazze di spaccio), la messa in sicurezza di immobili abbandonati che attirano balordi e sbandati.

Rivendico con orgoglio di aver ridotto gli sbarchi di circa l’80% (così sono diminuiti anche i morti in mare) mentre stiamo stroncando il business di chi lucra sui flussi incontrollati.

Ho intensificato la lotta alla criminalità organizzata dando più forza all’Agenzia per i beni sequestrati e confiscati, aumentando le sanzioni per i sindaci condannati per mafia, moltiplicando gli strumenti per strappare i beni ai boss.

I Comuni possono rafforzare le Polizie Locali. E ancora, c’è l’estensione del Daspo urbano, ovvero la possibilità di allontanare dal territorio comunale delinquenti e sbandati che allarmano cittadini e famiglie. Non solo. Ora i sindaci possono chiudere e ridurre gli orari d’apertura dei negozi che non rispettano le regole o attirano una clientela problematica, come attaccabrighe violenti e spacciatori. Ci sono altre norme contro il degrado urbano: per accelerare gli sgomberi, per colpire l’accattonaggio molesto e i parcheggiatori abusivi, per dare maggiori poteri e strumenti alla polizia locale (per esempio il Taser). Sarà possibile per le Polizie Locali accedere alle banche dati delle Forze dell’Ordine: un’altra richiesta proveniente dal territorio.

Nel decreto c’è attenzione alle istanze autonomiste: d’ora in poi nessun profugo potrà arrivare sul territorio senza che gli amministratori locali siano stati interpellati.

Le buone notizie non finiscono qui. Abbiamo stoppato il taglio della Polizia Ferroviaria, Postale e Stradale. Nel prossimo triennio abbiamo deciso di assumere circa 8mila donne e uomini delle Forze dell’Ordine e dei Vigili del Fuoco. Intanto, tutte le questure d’Italia saranno rinforzate. Da qui a febbraio – praticamente ovunque – arriveranno rinforzi. Faccio alcuni esempi. In Lombardia sono previsti 279 nuovi agenti e 360 nuovi carabinieri, in Veneto 131 poliziotti e 206 carabinieri, in Toscana 128 nuovi poliziotti e 207 carabinieri, in Liguria 64 poliziotti e 100 carabinieri.

C’è ancora tanto da fare, ovviamente.

Recentemente abbiamo adottato nuove direttive, con l’obiettivo di contrastare lo spaccio di droga nelle piazze e nei dintorni delle scuole.

Non mi dilungo oltre, ma segnalo i passi in avanti sulla Flat tax per le partite Iva e l'impegno a rivedere il codice degli appalti. In manovra raddoppieremo la detraibilità dell’Imu sui capannoni e diminuiremo i contributi Inail per le imprese. Un emendamento della Lega alla Camera ha previsto almeno 400 milioni in più per piccole e medie imprese e Start-Up.

All’inizio del 2019 approveremo la nuova legge sulla legittima difesa.

Nelle prossime settimane il Consiglio dei Ministri affronterà il tema delle Regioni che chiedono maggiore autonomia: Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Il loro può essere un modello per altri territori.

In sintesi, siamo passati dalle parole ai fatti. Senza perdere tempo.

Il dialogo col territorio e con gli amministratori sarà sempre aperto.

A presto.

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Autore:xxx

Pubblicato il: 10 Dicembre 2018

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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